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ASEAN: Guardare al Vietname e al suo futuro non è sbagliato


Il World Economic Outlook di ottobre condotto dal Fondo Monetario Internazionale, ha considerato il Vietnam come una delle poche economie che ha mantenuto una crescita positiva nel 2020, malgrado la crisi globale causata dalla pandemia.

Pur avendo subito un calo al 4,8%, la crescita economica del Vietnam tornerà al 6,8% nel 2021 (fonte Asian Development Outlook 2020 di ADB).

Diversi sono stati i fattori che hanno determinato questi dati: stabilità politica, crescita economica sostenibile, forza lavoro abbondante, ampio mercato, aumento del reddito pro capite, integrazione internazionale intensiva, incentivi competitivi, oltre alla sua posizione geografica nel centro del sud-est asiatico. Rapidità d’intervento e gestione efficace dell’emergenza sanitaria hanno inoltre permesso al Vietnam di limitare al massimo la diffusione della pandemia, generando così un impatto minore sull’economia rispetto alla maggior parte degli altri paesi. La quasi totalità delle sue attività economiche è rimasta operativa e la sua supply chain è rimasta inalterata.

La produttività del paese è aumentata a un ritmo molto rapido, addirittura del 36% dal 2006 al 2017. Inoltre, nonostante un tasso di crescita medio annuo dei salari minimi dell’8,8% tra il 2015 e il 2019, i costi di produzione in Vietnam rimangono altamente competitivi.

Quello che può essere considerato come un successo economico, è stato il risultato della creazione di condizioni macroeconomiche e istituzionali adeguate agli investimenti. Il Vietnam si è concentrato sul miglioramento delle infrastrutture, in particolare sui trasporti, le telecomunicazioni e l’energia. Ciò ha gettato le basi per la crescita futura. Il paese sta anche adottando misure per sviluppare le competenze necessarie attraverso la formazione e sta incentivando l’innovazione. E’ in atto la trasformazione digitale, dalla quale le imprese non potranno altro che trarne benefici. La politica si sta sempre più concentrando sulla rimozione delle restrizioni alle imprese, avviando riforme che consentono di attrarre sempre più significativi investimenti dall’estero.

E’ presumibile perciò pensare che, nel prossimo periodo, il Vietnam offrirà una serie di opportunità per ulteriori progressi economici. L’economia stabile con le strutture necessarie rende la destinazione molto attraente, anche in riferimento ai recenti avvenimenti socio-politici dell’area asiatica. Pensando ad esempio ai “sentimenti anti-cinesi” degli ultimi tempi, alla legge sulla sicurezza di Hong Kong che sta facendo trasferire molte aziende, ecco che il Vietnam fornisce una valida alternativa nella stessa regione.

Sempre in ambito internazionale, non dimentichiamo che il Vietnam ha diversi accordi multilaterali e bilaterali con paesi stranieri, in primo luogo quella con l’UE entrato in vigore pochi mesi fa. Una particolare opportunità per il nostro paese, in virtù anche della recente approvazione della candidatura italiana come partner strategico di sviluppo dell’ASEAN.

Non è sbagliato quindi guardare al Vietnam e al suo futuro, considerando diversi punti di vista: come possibile target per il Made in Italy, non solo dal punto di vista locale bensì anche come piattaforma di rilancio verso gli altri paesi della regione, come recettore di know how qualificato, come ambiente adatto per investimenti in diversi settori.

Rimangono tuttavia una serie di sfide da affrontare. Sarebbero necessari ulteriori sforzi per sviluppare il paese come polo produttivo, dando così maggiore impulso a investimenti, a forza qualificata, a infrastrutture e a una migliore connettività con i mercati. Le semplificazioni e le agevolazioni per le società straniere dovrebbero essere spinte con passo più rapido, così da poter infondere maggior fiducia.

La direzione del paese sembra essere quella giusta. Il quadro generale è positivo e le prospettive indicano il Vietnam quale protagonista dell’economia del sud est asiatico.

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